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domenica 5 aprile 2026
venerdì 25 aprile 2025
25 APRILE
Il disertore
(Ivano Fossati)
| In piena facoltà |
| Egregio presidente |
| Le scrivo la presente |
| Che spero leggerà |
| La cartolina qui |
| Mi dice terra terra |
| Di andare a far la guerra |
| Quest'altro lunedì |
| Ma io non sono qui |
| Egregio presidente |
| Per ammazzar la gente |
| Più o meno come me |
| Io non ce l'ho con lei |
| Sia detto per inciso |
| Ma sento che ho deciso |
| E che diserterò. |
| Ho avuto solo guai |
| Da quando sono nato |
| I figli che ho allevato |
| Han pianto insieme a me. |
| Mia mamma e mio papà |
| Ormai son sotto terra |
| E a loro della guerra |
| Non gliene fregherà |
| Quand'ero in prigionia |
| Qualcuno mi ha rubato |
| Mia moglie e il mio passato |
| La mia migliore età |
| Domani mi alzerò |
| E chiuderò la porta |
| Sulla stagione morta |
| E mi incamminerò. |
| Vivrò di carità |
| Sulle strade di Spagna |
| Di Francia e di Bretagna |
| E a tutti griderò |
| Di non partire più |
| E di non obbedire |
| Per andare a morire |
| Per non importa chi. |
| Per cui se servirà |
| Del sangue ad ogni costo |
| Andate a dare il vostro |
| Se vi divertirà |
| E dica pure ai suoi |
| Se vengono a cercarmi |
| Che possono spararmi |
| Io armi non ne ho. |
domenica 31 marzo 2024
sabato 16 aprile 2022
PASQUA 2022
domenica 23 dicembre 2018
Festa di pace e riconciliazione
A Dublino, nel 1904, in una serata del periodo natalizio, si svolge la tradizionale festa che tre signorine della buona borghesia, due anziane
sorelle, Kate e Julia Morkan, e la loro nipote Mary Jane, offrono ogni anno per
amici e parenti. Si fa musica, si balla
e si partecipa ad un ottimo pranzo, preparato completamente dalle padrone di
casa. Gabriel Conroy, nipote prediletto
delle signorine Morkan, e sua moglie
Gretta sono gli ospiti principali e aiutano a ricevere gli invitati. Soprattutto è
insostituibile Gabriel, incaricato dalle zie di svolgere compiti delicati, come sorvegliare
Freddy Malins, un caro amico troppo spesso ubriaco, o tagliare al momento opportuno
l’oca arrosto e, infine, pronunciare il
discorsetto ufficiale. La conversazione tra gli ospiti è vivace e si parla molto di musica e di religione. C’è anche un noto tenore fra gli invitati, Bartell D’Arcy, ma sembra non voglia esibirsi,
mentre la vecchia zia Julia, con voce molto flebile, canta una celebre aria in
modo patetico. Tutti lodano l’ospitalità squisita delle tre signorine e il
successo della festa. Poi viene l’ora di andare via: Gabriel e Gretta sono
rimasti fra gli ultimi e, poiché abitano lontano, per quella notte andranno
in albergo. Il marito è già pronto ad
uscire e aspetta all’ingresso la moglie, ma la vede fermarsi sulla scala
all’improvviso, a poca distanza da lui: in quel momento il tenore D’Arcy, in
una stanza al piano di sopra, ha
iniziato a cantare una vecchia e triste canzone irlandese, The Lass of Aughrim, e Gabriel scorge
chiaramente che, ascoltandola, Gretta è commossa fino alle lacrime.
Successivamente i due coniugi
raggiungono in carrozza l’albergo, mentre nevica abbondantemente.
"Un picchiettare sommesso sui vetri lo fece voltare verso la finestra: aveva ricominciato a nevicare. Osservò assonnato i fiocchi neri e argentei che cadevano obliqui contro il lampione. Era giunto il momento di mettersi in viaggio verso occidente. Sì, i giornali dicevano il vero: c'era neve dappertutto in Irlanda. Cadeva ovunque nella buia pianura centrale, sulle nude colline; cadeva soffice sulla palude di Allen e più a ovest sulle nere, tumultuose onde dello Shannon. Cadeva in ogni canto del cimitero deserto, lassù sulla collina dove era sepolto Michael Furey. S'ammucchiava alta sulle croci contorte, sulle pietre tombali, sulle punte del cancello, sugli spogli roveti. E la sua anima gli svanì adagio adagio nel sonno mentre udiva lieve cadere la neve sull'universo, e cadere lieve come la discesa della loro estrema fine sui vivi e sui morti."
(Dal racconto I morti, tratto da Gente di Dublino di James Joyce)
The Dead - Gente di Dublino, di John Huston.
sabato 26 marzo 2016
Pasqua 2016
Rainer Maria Rilke
Dio
Non attender che Dio su te discenda
e che ti dica: Sono.
Senso alcuno non ha quel Dio che afferma
l'onnipotenza sua.
Sentilo tu, nel soffio ond'ei ti ha colmo
da che respiri e sei.
Quando, non sai perché, ti avvampa il cuore,
è Lui che in te si esprime.
e che ti dica: Sono.
Senso alcuno non ha quel Dio che afferma
l'onnipotenza sua.
Sentilo tu, nel soffio ond'ei ti ha colmo
da che respiri e sei.
Quando, non sai perché, ti avvampa il cuore,
è Lui che in te si esprime.
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