giovedì 26 marzo 2015
Intervista: I Caffè Culturali
Se volete leggere l'intervista ad Anna Bossi su I Caffè Culturali in cui si parla anche di Maestre allo sbaraglio cliccate QUI.
martedì 24 marzo 2015
lunedì 9 marzo 2015
Rinascimente: la bella scuola possibile
Noi Maestre allo sbaraglio saremo presenti sia come insegnanti presentando esperienze didattiche ai
tavoli di lavoro sia con il nostro libro.
martedì 30 dicembre 2014
L'anno bambino
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| Particolare della copertina di "Questa libertà", di Pierluigi Cappello |
In questa poesia è racchiuso il sentire di noi educatori.
Felice anno nuovo.
Che cosa c’è dentro le vostre teste, bambini?
Che cosa c’era dentro la mia?
Il sandalo sporcato nella polvere,
il passo leggero del lupo
il sasso che spacca la bottiglia
l’aria pulita nel cerchio delle pupille
nel declinare del sole
la figura di un biplano rampante,
che cosa c’era dentro la mia?
Sono qui, con voi, perché sia voce
la mia dentro le vostre
voce dimenticata
e l’assolata fantasia dei vostri anni
la forza che reclama da ogni radice il frutto
salvata intatta nel vostro guardare di uomini,
che cosa posso perché voi possiate,
che cosa posso io, a voi che tutto potete
a voi che guardate le cose che vi daranno lo sguardo
che cosa posso, bambini?
(Pierluigi Cappello)
lunedì 22 dicembre 2014
Elementare: BUON NATALE
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| Pierluigi Cappello |
L'anno che sta per finire ha riservato a noi Maestre allo sbaraglio numerose indimenticabili esperienze.
In particolare oggi ho ripensato alla presenza del nostro libro al Salone del Libro di Torino. Là assistemmo all'intervista di Massimo Gramellini alla signora Angela Staude Terzani, la quale annunciò che nell'anno corrente il premio intitolato a suo marito sarebbe stato assegnato ex aequo a Mohsin Hamid per "Come diventare ricchi sfondati nell'Asia emergente" e a Pierluigi Cappello per il memoir "Questa libertà". Quest'ultima notizia mi riempì di gioia, infatti lo avevo letto e apprezzato, tanto da averne fatto dono il Natale precedente a Margherita.
Pierluigi Cappello, uno dei maggiori poeti italiani, nel 2013 ha ricevuto dall'Università di Udine la laurea honoris causa in Scienze della Formazione Primaria. Lo scorso settembre è stato pubblicato il suo primo bellissimo libro di poesie per bambini: "Ogni goccia balla il tango", con le deliziose illustrazioni di Pia Valentinis.
A questo punto credo che oltre al mio anche il nostro destino di Maestre allo sbaraglio sia entrato in contatto con discrezione più volte con il suo di scrittore e poeta e mi pare naturale o, se preferite, elementare, come il vecchio nome della Scuola Primaria e come il titolo della raccolta di tutte le sue poesie: "Azzurro elementare", augurarvi buone feste rendendogli omaggio e allietandovi, spero, con una sua nota poesia, che rievoca gli abitanti di Chiusaforte (UD) dove trascorse la sua infanzia.
Consiglio vivamente la lettura delle sue opere, nelle quali le parole sembrano trovarsi esattamente al loro posto e combinandosi in modo in apparenza semplice ma rigoroso restituiscono la realtà circostante sotto una nuova luce e infondono forza e speranza.
Buon Natale.
Parole povere (clicca qui)
Uno, in piedi, conta gli spiccioli sul palmo
l'altro mette il portafoglio nero
nella tasca di dietro dei pantaloni da lavoro.
Una sarchia la terra magra di un orto in salita
la vestaglia a fiori tenui
la sottoveste che si vede quando si piega.
Uno impugna la motosega
e sa di segatura e stelle.
Uno rompe l'aria con il suo grido
perché un tronco gli ha schiacciato il braccio
ha fatto crack come un grosso ramo quando si è spezzato
e io c'ero, ero piccolino.
Uno cade dalla bicicletta legata
e quando si alza ha la manica della giacca strappata
e prova a rincorrerci.
Uno manda via i bambini e le cornacchie
con il fucile caricato a sale.
Uno pieno di muscoli e macchie sulla canottiera
Isolina portami un caffé, dice.
Uno bussa la mattina di Natale
con una scatola di scarpe sottobraccio
aprite, aprite. È arrivato lo zio, è arrivato
zitto zitto dalla Francia, dice, schiamazzando.
Una esce di casa coprendosi un occhio con il palmo
mentre con l'occhio scoperto piange.
Una ride e ha una grande finestra sui denti davanti
anche l'altra ride, ma non ha né finestre né denti davanti.
Una scrive su un involto da salumiere
sono stufa di stare nel mondo di qua, vado in quello di là.
Uno prepara un cartello
da mettere sulla sua catasta nel bosco
non toccarli fatica a farli, c'è scritto in vernice rossa.
Uno prepara una saponetta al tritolo
da mettere sotto la catasta e il cartello di prima
ma io non l'ho visto.
Una dà un calcio a un gatto
e perde la pantofola nel farlo.
Una perde la testa quando viene la sera
dopo una bottiglia di Vov.
Una ha la gobba grande
e trova sempre le monete per strada.
Uno è stato trovato
una notte freddissima d'inverno
le scarpe nella neve
i disegni della neve sul suo petto.
Uno dice qui la notte viene con le montagne all'improvviso
ma d'inverno è bello quando si confondono
l'alto con il basso, il bianco con il blu.
Uno con parole proprie
mette su lì per lì uno sciopero destinato alla disfatta
voi dicete sempre di livorare
ma non dicete mai di venir a tirar paga
ingegnere, ha detto. Ed è già
il ricordo di un ricordare.
Uno legge Topolino
gli piacciono i film di Tarzan e Stanlio e Ollio
e si è fatto in casa una canoa troppo grande
che non passa per la porta.
Uno l'ho ricordato adesso adesso
in questo fioco di luce premuta dal buio
ma non ricordo che faccia abbia.
Uno mi dice a questo punto bisogna mettere
la parola amen
perché questa sarebbe una preghiera, come l'hai fatta tu.
E io dico che mi piace la parola amen
perché sa di preghiera e di pioggia dentro la terra
e di pietà dentro il silenzio
ma io non la metterei la parola amen
perché non ho nessuna pietà di voi
perché ho soltanto i miei occhi nei vostri
e l'allegria dei vinti e una tristezza grande.
(Pierluigi Cappello)
Francesca C.
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AUGURI
martedì 18 novembre 2014
Presentazione di Borgolavezzaro (No): spazio per scrivere ... ancora ...: CONTRIBUTO N°11
A Borgolavezzaro,
durante la presentazione del libro, Gino Radice ex sindaco del luogo, ci ha
omaggiato di un suo scritto avente per protagonista la giovanissima sorella:
maestrina a Monticello. E’ con vero piacere che lo pubblichiamo nella sezione
“Per scrivere ancora” rendendolo disponibile alla lettura di molte altre
persone. Il contributo si conclude con le parole di Gramellini che anche a noi
aveva a suo tempo espresso gradimento e stima per il lavoro svolto.
La maestrina di Monticello
"Maestra, mi son bela, mi son guardata ne lo specio".
"Tutte le bambine venete sono belle come le novaresi...."
Così inizia una pagina di diario della maestra Tonina.
Una delle primissime supplenze le era capitata a trequarti d'ora di bicicletta dal suo paese.
Giunta a Monticello nel cortile della scuola piena di bambini, le si avvicina il vecchio bidello e l'accompagna in classe.
"Da dove viene signorina?" "da Borgolavezzaro" "e com'è il suo nome?"
"Mi chiamo Radice".
Il vecchio bidello si ferma, la guarda e poi "Non è possibile, la mia maestra veniva da Borgolavezzaro e si chiamava Radice nei primi anni del 900".
"Oh! Sì era la mia zia Angiolina sorella di mio padre".
Il bidello mentre spolverava la cattedra conclude scuotendo la testa "Sono entrato in prima elementare con la maestra Radice e forse andrò in pensione con una maestra Radice".
Venne finalmente la nomina per un paesino di montagna ai piedi del monte Rosa; era il passaggio d'obbligo di tutte le insegnanti nelle sedi disagiate: una pluriclasse di bambini di pastori, boscaioli, contrabbandieri; le volevano bene come a una seconda mamma e dopo le lezioni andavano con la maestra a cogliere i primi fiori nei prati o a giocare nella sempre abbondante neve.
Lasciati a malincuore quei marmocchi, che tra l'altro in estate andava ancora a trovare, ebbe il trasferimento in città o meglio nella grande frazione di Torrion Quartara.
Qui per oltre trent'anni svolse la sua missione di educatrice.
Ambiente principalmente agricolo con l'allora numerosa manodopera arrivata dal Polesine e da altre zone povere. Qualche benestante e qualche professionista con villetta.
Un parroco attivissimo che è riuscito a costruire l'oratorio per i ragazzi dove la maestra collaborava assiduamente.
Non avendo famiglia riversava i suoi affetti e il lavoro alla mamma e alla scuola.
Appena una semplice licenza magistrale, un patrimonio di doti preziose, oggi forse sparite, che si chiamavano dedizione, pacatezza, rispetto della storia di ogni bambino con i suoi tempi di crescita e di apprendimento.
Dalle ultime pagine del suo ultimo diario.
Dopo molti anni che aveva lasciato la scuola le capitò un fatterello, tra i tanti, di conferma dell'affetto che si era guadagnata tra i ragazzi.
Si fermò a un distributore di benzina dell'alta provincia.
L'addetto svolge la funzione e poi guarda la cliente.
Allarga le braccia e "Ecco la mia maestra di Monticello", le stringe la mano e quasi rifiuta l'importo della benzina.
"Grazie maestra che ha saputo domarmi, ancora grazie".
Commosso la saluta con la mano mentre l'auto si allontana.
Mi torna in mente il bell'apprezzamento che il giornalista scrittore Gramellini fa di quell'esercito silenzioso delle maestre elementari della scuola pubblica italiana che hanno tirato su una nazione, con stipendi di fame, ma meritandosi qualcosa che molti potenti non avranno mai.
Il nostro rispetto e il nostro grazie.
"Da brevi racconti di memorie"
Di Gino Radice
Il Prof. Nerviani, presente
all’incontro, è intervenuto con un ampio e articolato discorso intorno alla
Scuola e ai maestri di ieri e di oggi. Ci ha onorate esprimendo il suo plauso
per la serietà dimostrata non solo nel nostro lavoro, ma anche nella proposta
di questo libro che con semplicità e linearità va a toccare i molteplici
aspetti di un mestiere difficile e complesso perché rivolto alla formazione di cultura
e coscienza civica nelle nuove generazioni. Al termine ha donato un libro di
certo interesse e che noi abbiamo il piacere, ma anche il desiderio di proporre
attraverso il nostro blog. Ha gentilmente
aggiunto questa dedica: Ad Anna Bossi con i complimenti per tutte le
splendide cose che ha fatto insieme a tutti gli altri colleghi.
Grazie Prof. Enrico Nerviani e
buona lettura a tutti!
Album fotografico
venerdì 24 ottobre 2014
martedì 14 ottobre 2014
Rosate (MI): comunicato stampa e foto
Comunicato Stampa
(informazione.it)
(informazione.it)
Rosate, Mi
11/10/2014
Presentazione Libro “Maestre allo sbaraglio” Edizioni Astragalo, Novara
Domani, 12/10/2014 ore 18:00, si terrà la presentazione del libro
“Maestre allo sbaraglio”, Edizioni Astragalo, presso la Biblioteca Parrocchiale “Don Luigi
Negri”, con il patrocinio del Comune di Rosate, in provincia di Milano.
All’evento “l’aperitivo con l’autore”, per presentare il libro parteciperannouna
decina di maestre coautrici e
interverranno la scrittrice Anna Bossi e l’editrice Alessandra Perotti.
Il libro, pubblicato nel
2013 , nasce da un’idea
originale, frutto della collaborazione di 81 maestre che da tutte le parti d’Italia
da nord a sud, hanno partecipato alla
sua stesura, unendo molteplici esperienze di vita scolastica, avvenute in diversi scenari ed epoche.
Oltrepassando i limiti di età, cultura, territorialità,
le maestre, sia in pensione che quelle all’ attivo si rivolgono a tutti coloro
che ancora credono nella scuola, nell’insegnamento come pilastro indispensabile
e fondamentale della vita di tutti.
Attraverso il libro, le maestre si aprono al lettore con
molta semplicità e umiltà, con fatti realmente accaduti, ricordi di scuola più belli e quelli
peggiori, ma ricchi e intensi di
insegnamenti di vita.
L’originalità di questo libro, sta proprio in questo nuovo
modo di raccontare e analizzare la scuola, di ieri e di oggi, di attraversare i vari metodi di insegnamento efficaci, l’educazione
scolastica e il rapporto scuola- bambino, in tutte le sue sfaccettature. Si
affrontano i suoi punti deboli, le sue criticità, i suoi programmi, le sue potenzialità, e le aspettative, ponendo
in risalto le due figure protagoniste di questa macchina l’alunno e il
maestro.
Infatti, come afferma
la maestra Giuseppina Ianchello, coautrice del libro, “si vuole trasmettere, con
semplici ma dettagliate narrazionidescrittive e ricordi, la valenza che il tanto criticato e svalutato
sistema scolastico ricopre,ricordando
che è qui che si creano e si formano le menti di domani.”
Il maestro che possiede non solo un bagaglio di
competenze pedagogiche e didattiche, ma è una vera guida, che attraverso le
emozioni, il coinvolgimento, gli stimoli giusti ma nello stesso tempo nel pieno
rispetto dei ritmi e delle capacità del bambino, riesce a forgiare in piena
libertà la personalità delle civiltà future.
Infine l’aspetto interessante del libro è che non si
ferma a delle pagine chiuse in bianche enero, ma vuole essere solo l’inizio di un viaggio,
nel mondo della scuola, che continua il
suo itinerario anche attraverso il web
e il blog “Maestre allo sbaraglio”, dove chiunque
può esprimere il suo parere
sull’ istruzione, le riforme scolastiche , il mondo della
scuola offrendo liberamente un valido contributo costruttivo .
I proventi dei diritti d’autore saranno devoluti
all’Associazione Tolba’.
Per ulteriori informazioni: u.s. Ilaria Maruca
Intervista: Insegnante Giuseppina Ianchello
Interventi: Editrice Dottoressa Alessandra Perotti,
Scrittrice Anna Bossi
Patrocinio del Comune di Rosate, Milano
Associazione Tolbà
Approfondimenti: Libro “Maestre allo sbaraglio” Edizione
Astragalo Novara
Blog /Sito
web: http://maestreallosbaraglio.blogspot.it/
Patrocinio Comune di Rosate
Foto Libro: “Maestre allo sbaraglio"
Associazione Tolbà
Foto Libro: “Maestre allo sbaraglio"
Associazione Tolbà
Edizioni Astragalo, Novara
La presentazione
lunedì 6 ottobre 2014
venerdì 19 settembre 2014
Spazio per scrivere ... ancora ...: CONTRIBUTO N°10
Riceviamo il contributo che Rosa Angiulli, studentessa del corso di studi in Scienze della Formazione
Primaria, ha prodotto a Matera durante il convegno da noi
tenuto: "Anche i maestri sono stati alunni",
un'esperienza indimenticabile.
Grazie Rosa.
Grazie Rosa.
QUELLA
STREGA DELLA MAESTRA D’ITALIANO
Se ripenso alla mia esperienza di alunna elementare subito rivedo davanti
ai miei occhi la mia maestra di italiano, una maestra molto autoritaria, e per
un istante rivivo quella sensazione di terrore che mai nessun’altro è stato in
grado di suscitare in me. Era una vera strega!
Dava continue punizioni, che molto spesso erano inutili e insensate, e
ogni tanto faceva “volare” qualche schiaffone che lasciava sulla guancia del
mal capitato un evidente segno delle cinque dita della mano della maestra e dei
grandi e pesanti anelli che solitamente indossava.
In realtà, a lei bastava lanciarci uno dei suoi agghiaccianti sguardi per
intimorirci e pietrificarci. Sin dalla prima elementare ci “caricava” di
compiti da svolgere a casa, tanto che ero costretta a svolgere gli esercizi
fino a tarda serata e a volte anche a svegliarmi prestissimo la mattina per
completarli. Ricontrollavo mille volte se avevo svolto tutti e bene gli
esercizi, ma, nonostante ciò, ogni mattina mi recavo a scuola con il panico nel
cuore. Gli esercizi che più spesso assegnava riguardavano la calligrafia, che
doveva essere impeccabile, e la
noiosissima memorizzazione di poesie. Fu proprio uno di questi esercizi di
memorizzazione a segnare inevitabilmente la mia esperienza formativa e, oserei
dire, la mia vita: frequentavo la quarta elementare, quando la maestra dovette
affrontare una tragica situazione, quale la morte di sua sorella, e tornata a
scuola, volle condividere con noi il suo dolore, dettandoci e facendoci
memorizzare una lunghissima e tetra poesia che descriveva molto
dettagliatamente la morte. Per me e i miei compagni, a primo impatto, fu un
vero trauma, ma poi mi dissi: “se la poesia racconta la vita e, quindi, le cose
belle di essa come l’amore, la gioia, perché non può anche raccontare le cose
brutte come il dolore, la morte, la sofferenza?”. Da quest’esperienza sono
rimasta affascinata dalla magia, ma anche dal realismo che può caratterizzare
la poesia.
Rosa Angiulli
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