mercoledì 22 gennaio 2014

Spazio per scrivere ... ancora ...: CONTRIBUTO N°3

Riceviamo il terzo contributo da Laura Lupo, maestra di Galliate (No).
Eccolo.

Chissà se la ministra...

Perché quando in televisione si parla di scuola, rimango sempre con l’amaro in bocca, con la sensazione sconfortante che nessuno ne conosca davvero la realtà?
 
Mi riferisco in particolare alla trasmissione di “Che tempo che fa?” dell’11 gennaio scorso: incontro con la ministra (da maestra fatico ad accettare i neologismi, ma forse quelli di genere hanno un senso..) Carrozza.

Tante osservazioni, anche giuste... ma possibile che il problema sia “il tempo pieno, realtà totale in Italia” (cit. da una domanda di Fazio alla ministra) e i compiti a casa?
 
Non è forse il contrario?

Non sono forse stati fatti tagli continui al tempo pieno... o noi viviamo una realtà parallela?

Non sono  forse altri i problemi, già più volte ribaditi, anche in questo blog?

·         La perdita continua di risorse,

·         l’eliminazione delle compresenze, con la possibilità di recupero di chi era in difficoltà  e di attività diverse e stimolanti,

·          la diminuzione della conoscenza e dell’attenzione data a tutte le bambine e i bambini, che era garantita dalle due insegnanti per classe e che via via scompare, sommersa da frammentazioni orarie assurde per la scuola primaria,

·         la gestione aziendale  e sempre più autoritaria delle nostre scuole, con la perdita progressiva del confronto, della ricerca, del dibattito,

·         le nuove tecnologie presentate come panacea per tutti i mali, ma che sono solo uno strumento (e tale devono rimanere);  strumento che tra l’altro diventa presto inutile, visto che se si rompe la lampada della LIM, ci vuole un anno intero per sostituirla... o che, se vogliamo usare il registro elettronico, dovremmo anche avere i soldi per una connessione che funzioni,

·         la mancanza di stima nei confronti dei docenti derivata spesso da cattiva informazione,

·         la delega delle famiglie che non possono (o non vogliono) più farsi carico del quotidiano supporto ai bambini; anche nei compiti (perché no?) che sì devono essere equilibrati, ma che hanno una loro funzione,

·         e forse ancora... il fatto che ai nostri bambini e bambine non chiediamo più le cose difficili e l’impegno e la fatica, che non li facciamo più crescere... o forse che li oberiamo di mille attività extrascolastiche non sempre necessarie, privandoli di un tempo “libero” davvero,

·         magari anche il fatto che il nostro (bellissimo) lavoro, sempre meno considerato socialmente, sempre più difficile e osteggiato e carico di responsabilità, sia diventato un lavoro ben poco ambito (anche perché mal pagato) e quindi sia talvolta scelto come ripiego....?
 
Potrei continuare, ma sento di diventare prolissa.

Sono solo domande, spunti di riflessione, che mi piacerebbe si allargassero anche al di là del nostro mondo di maestre sbaragliate.

Forse un libro come il nostro potrebbe aiutare a capire, chissà se la ministra lo leggerà!

                                                                                                           Laura Lupo
 

2 commenti:

Maria Balassi ha detto...

Questo blog mi piace: è stato creato un movimento pedagogico di insegnanti che credono nel valore della scuola e operano con convinzione anche confrontandosi in questo spazio.

Maestre allo sbaraglio ha detto...

Grazie Maria.